Castlevania

2017 - ....

Recensione Castlevania 2: quando il sangue scorre più veloce dell’azione

La recensione di Castlevania 2, nuova stagione della serie animata Netflix ispirata alla celebre saga videoludica che ha accompagnato la nostra infanzia.

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È arrivata, finalmente, su Netflix la Castlevania 2, nuova stagione della serie tv animata creata da Warren Ellis e ispirata al videogioco della Konami Castlevania III: Dracula's Curse, terzo episodio della nota e amatissima saga videoludica che ci ha accompagnato per diversi anni della nostra giovinezza (per rinfrescare la memoria leggete il nostro articolo di approfondimento sulla saga di Castlevania). La versione animata, ovviamente, adatta la storia del gioco, ne rimane fedele negli intenti ma crea escamotage narrativi per far sì che le vicende di Trevor Belmont, Adrian Tepes (conosciuto anche come Alucard) e della maga Sypha Belnades possano fluire senza troppi intoppi anche su schermo. Li avevamo conosciuti già nella prima e acclamata stagione che ci sembrò poco più di un prequel a causa della sua incredibile brevità (solo quattro episodi che variavano dai 23 ai 25 minuti l'uno) nonché scarsità di eventi rilevanti: tutto doveva ancora succedere, creando grandissime aspettative per quello che sarebbe seguito e lasciando i fan del videogioco, e tutti coloro che si erano appassionati alla serie, con più domande che risposte.

Nella stagione 2 ritroviamo tutti i personaggi principali e il sanguinario Dracula circondato da un gruppo dei più feroci e temibili vampiri che lui stesso ha richiamato, da ogni angolo della terra, allo scopo di portare a termine il suo piano di sterminio della razza umana e infine mutare la Valacchia (se non tutto il globo) in una landa desolata avvolta da un'oscura e solitaria notte perenne. Non è però solo la razza umana incline al tradimento, il cui seme crescerà anche tra i suoi fedelissimi e spietati generali tingendo la sua corte dei colori del sospetto e della brama di potere. Intanto il trio composto da un vampiro, un cacciatore di vampiri e una maga cercherà in tutti i modi di escogitare un piano per sconfiggere l'oscuro signore e porre fine alle stragi e al terrore.

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Una grafica da... paura

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La prima cosa che è possibile notare, e che costituisce un indubbio pregio della serie animata di Castlevania, è sicuramente la buona realizzazione delle animazioni ed in generale di tutto il comparto grafico. I movimenti fluidi sono perfetti per rendere al meglio le ottime e ipercinetiche coreografie dei combattimenti, così come i rapidi e agili spostamenti dei signori della notte. L'apice ovviamente si raggiunge nelle puntate finali dove gli scontri si fanno più frequenti e intensi; ne emerge poca cura per i fondali, a volte quasi solo abbozzati, ma tantissimo e meticoloso lavoro sui personaggi, specialmente quelli principali. Accattivante è anche lo stile grafico, che risulta un ibrido ben riuscito tra animazione occidentale e orientale e che rende nel migliore dei modi le atmosfere cupe e decadenti, nonché il look perfettamente riconoscibile di ogni singolo personaggio.

Dracula e gli altri: i personaggi di Castlevania

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Parlare dei personaggi di Castlevania non è semplice, perché difficile è staccarsi dall'idea che abbiamo di essi e che deriva dai videogiochi. Nella serie animata la figura di spicco è sicuramente Dracula. All'antico vampiro è stata regalata la caratterizzazione migliore grazie a dialoghi di buona intensità ma soprattutto ai tanti flashback che riguardano lui e sua moglie Lisa. Comprendiamo il suo dolore, proviamo rabbia per l'inettitudine umana, ma allo stesso tempo rimaniamo in contrasto con quello che è a tutti gli effetti il villain principale della storia. Stesso trattamento non è stato riservato agli altri comprimari: Alucard, Trevor Belmont e Sypha Belnades non solo hanno poco tempo a disposizione, ma non ci vengono raccontati a fondo in questa stagione 2 così come accadeva nella prima. Non sappiamo nulla del rapporto di Alucard con la madre e moglie di Dracula, così come sappiamo poco della storia dei Belmont o di Syphia, cresciuta nella comunità nomade dei parlatori.

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Gli elementi essenziali vengono frettolosamente accennati, per garantire un seppur minimo background ai personaggi che, però, ne risentono, scadendo spesso negli stereotipi e nella prevedibilità. Una parte di colpa è di sicuro imputabile alla narrazione e alle sue tempistiche: il primo episodio è poco più che riassuntivo e serve a fare luce su una vicenda che nelle successive puntate fatica a procedere, non decolla, anzi indugia su eventi poco rilevanti relegando i protagonisti a mere comparse su uno sfondo di sangue e violenza. Anche Dracula ad un certo punto della serie appare come un condottiero stanco che lascia gli eventi scorrere in attesa di un finale.

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Una terza stagione

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Avremmo preferito di sicuro un intreccio più elaborato e quando finalmente l'azione entra nel vivo e gli eventi prendono la piega, prevedibile ma inevitabile, che tutti si aspettano, la serie giunge alle battute finali lasciando il tutto risolversi in breve tempo e senza troppi indugi. A lasciare qualche perplessità non è però il finale scelto per le vicende, ma l'ultimo e ottavo episodio che, a dire il vero, potrebbe sembrare quasi superfluo, anche se sospettiamo possa aprire la via ad una terza stagione confermata proprio qualche giorno fa. L'attendiamo? Certo che sì, da amanti del videogioco siamo curiosi di vedere di nuovo un episodio della saga videoludica diventare seriale, ma con la speranza di avere, magari, uno script più elaborato ed equilibrato. Le basi sono state gettate e non resta che attendere fiduciosi le decisioni di Netflix.

Recensione Castlevania 2: quando il sangue scorre...
Erika Sciamanna
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
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